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Cosa rappresenta il 4 novembre?

E’ passato da qualche giorno questa data, ma facciamo qualche passo indietro.

Il 3 novembre 1918 fu firmato l’armistizio con il quale l’Impero Austro-Ungarico, riconosceva la sconfitta della guerra, e concedeva all’Italia anche i territori di Trento e Trieste. La data in cui entrò in vigore fu il 4 novembre. Questo importante documento, di fatto, segnò la fine della prima guerra mondiale per il nostro paese, avvenuta ufficialmente l’11 novembre.

Per onorare i sacrifici dei soldati caduti per difendere la propria patria e per il loro spiccato senso del dovere, con Regio decreto n. 1354 del 23 ottobre 1922, fu dichiarato il 4 novembre festa nazionale, oggi depennata dal calendario, ma ugualmente celebrata in onore dei nostri morti in guerra.

A Roma, presso l’Altare della Patria, è sepolto un soldato italiano reso irriconoscibile dalle ferite, diventando così il simbolo di tutti i caduti in guerra a cui non è stato possibile dare una identità. Il 4 novembre, il Presidente della Repubblica assieme alle massime cariche dello Stato, si reca proprio al Sacello del Milite Ignoto per deporre una corona di alloro.

In ogni piazza d’Italia c’è un monumento che riporta i nomi e le date, scolpiti sulla pietra, di tutti i caduti, dal 1915 al 1918, esattamente gli anni della I^ guerra mondiale.

Lo stesso giorno, al Palazzo del Quirinale viene fatto, in forma solenne, il Cambio della Guardia con il reggimento Corazzieri e la Fanfara del IV Reggimento Carabinieri a cavallo in alta uniforme, giacchè è anche la giornata delle forze armate.

Il 4 novembre rappresenta l’ideale della patria, l’attaccamento al dovere. In questo mondo odierno, corrotto, maleducato, intollerante, forse, dovremmo riflettere su quanto è successo nel passato, per vivere meglio il presente ed il futuro. La storia dovrebbe insegnarci l’amore per la Patria, per la libertà.

La nostra memoria dovrebbe ricordarci che siamo liberi e in democrazia grazie al sacrificio dei nostri avi, dovremmo essere grati a chi ha lottato con il sangue per difendere gli ideali di libertà, di democrazia, di pace. Dovremmo capire che la storia deve portarci lontano dalla guerra, che la memoria dei caduti non si celebra comprando nuove armi, discriminando, denigrando, usando violenza verbale e fisica verso chi è diverso ma fare tesoro del sacrificio e trasformarlo in rispetto verso noi stessi e di conseguenza rispettando i nostri simili.

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