A Gaza e in ogni parte del mondo dove c’è una guerra, i bambini non giocano più tra i banchi di scuola, non disegnano sogni con le matite colorate. Le loro aule sono diventate macerie, le loro risate soffocate dal rumore delle esplosioni, ogni speranza distrutta e l’infanzia persa per sempre
Ogni bambino del mondo ha il diritto alla protezione e a vivere in un ambiente sano,
ogni bambino del mondo ha diritto alla salute e al sorriso,
ogni bambino del mondo ha diritto ad avere una casa e a crescere in una famiglia
ogni bambino del mondo ha diritto al cibo, alle cure mediche e al benessere psicofisico;
ogni bambino del mondo ha diritto a non essere lasciato solo;
ogni bambino del mondo ha diritto all’educazione, alla cultura, alla storia e alla memoria;
ogni bambino del mondo ha diritto ad avere una scuola;
ogni bambino del mondo ha diritto alla serenità, al gioco, alla lentezza e al sogno;
ogni bambino del mondo ha diritto alla bellezza e alla speranza.
Forse non possiamo fermare le guerre in corso, ma possiamo impegnarci per prevenire le prossime e far sentire la nostra voce. Non schierandoci con un paese, ma portando un messaggio di riconciliazione e di opposizione alla violenza.
Insegniamo il rispetto, educhiamo all’ascolto, spieghiamo la dignità.
Perché farlo? Perché un giorno potremmo essere noi a vivere quell’orrore: vedere bambini morire per strada, donne piangere stringendo i propri cari. In quel momento, vorremmo che qualcuno ci tendesse la mano. Un gesto di solidarietà può spezzare la catena dell’odio, prima che generi altro dolore e diventi una nuova guerra.
Facciamo in modo che nessun altro bambino del mondo possa dire: ho lasciato dietro di me i miei giochi, il mio letto, la mia città, la mia scuola, il mio gatto, il mio spazzolino.