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Mazzallakkar

Nella parte bassa del territorio di Sambuca di Sicilia (AG), precisamente nella zona dei Mulini a ridosso del Lago Arancio, tra la collina Castellazzo e la Torre Cellaro sorgono i ruderi di una curiosa costruzione: “il fortino di Mazzallakkar”.

Nel 1952 fu costruita una diga artificiale, la diga Carboj per irrigare il territorio, sommergendo l’antica struttura, ma con l’abbassamento del livello del lago, insieme alle torri sono ricomparse anche le mura fortificate.

Si pensa che sia stata realizzata nel periodo successivo all’830, quando gli Arabi fondarono “Zabut” (Sambuca di Sicilia). Si tratta di una fortezza quadrangolare per alcuni, o rettangolare per altri, delimitata da torri dotate di feritoie con una copertura a cupole e cupolette in pietra calcarea, rappresentanti una mezzaluna per alcuni, o la forma di una fiamma per altri.

Il nome “Mazzallakkar”, di origine saracena farebbe proprio pensare, secondo alcuni studiosi ad un fortino, anche perché in cima alla cittadina sorgeva un castello saraceno, oggi la Chiesa Madre del paese. Altri studiosi danno un’altra spiegazione, cioè che possa essere un magazzino che serviva a custodire il grano dalle incursioni dei pirati.

Prima di essere sommerso veniva usato dai pastori per il ricovero di greggi e armenti.

Ma la curiosità è che questa costruzione rimane sommersa per sei mesi l’anno, e, tra giugno e settembre decide di riaffiorare.

Qualunque sia la verità, rimane il fatto, che questo luogo di misteriosa e straordinaria bellezza ci fa rievocare spezie, mercanti, profumi, incensi, come nella fiaba delle mille e una notte.

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