Le origini del presepe, pare siano attribuite a San Francesco d’Assisi nel 1223, anno in cui, a Greccio in provincia di Rieti, organizzò una sacra rappresentazione della nascita di Cristo, dove però, non figuravano Maria, Giuseppe, i pastori e i Re Magi, pare ci fossero solo un bue e un asinello.
In realtà, il presepe potrebbe avere origine più antiche legate ai romani, trarrebbe la sua origine dai Saturnalia (festività di fine anno in cui si commemoravano i defunti).
Per quanto riguarda la figura dei Re Magi, nel V sec. San Leone Magno indicò il loro significato. Essi rappresentavano la partecipazione universale alla Redenzione e si identificavano con tre razze umane: la razza semita (Arabi, Ebrei, Cananei, Fenici), la razza giapetica (zona che comprendeva l’Europa, la Turchia, la Persia l’India e il Turkmenistan, l’Uzbekistan e il Kazakistan) e la razza camita (Comprendeva l’Africa settentrionale, dall’Egitto all’Etiopia e alla Somalia).Rappresentavano inoltre le diverse età dell’uomo, il primo è il più giovane, il secondo identifica l’età matura e l’ultimo la vecchiaia.
“Prisepiu”
La preparazione del presepe in Sicilia, rappresentava nel passato un rito magico, avviluppato in una atmosfera densa di significati, e la sua costruzione seguiva un piano ben preciso.
Per cominciare si tiravano fuori dalle soffitte, “i trispiti” e i “tavuli” (cavalletti e assi sui quali venivano posati i materassi), e si posizionavano nella stanza più grande e accessibile della casa.
Sulle assi veniva predisposta a”ncirata” (la tela cerata) per montare il presepe. Si procedeva con il posizionare (previa raccolta preventiva), “u lippu” (il muschio), le zolle erbose, un pò di pietre.
Ovviamente il tutto era addossato ad una parete, sulla quale attaccare la carta blu sulla quale vi erano apposte stelle di carta stagnola o dorata, per formare il cielo stellato. Si procedeva poi, ad impostare le scatole, ricoperte a loro volta da carta che assomigliasse alle montagne, lo specchietto da borsetta delle mamme, serviva, talvolta, a indicare un laghetto, oppure lo stesso veniva ricavato da strisce di carta stagnola.
Poi veniva posizionata la grotta o capanna. Successivamente si procedeva a posizionare i vari personaggi, “u scarparu”, “u picuraru”, “u falignami”, “u firraru”, “a lavannera”, “u piscatura”, i “picureddi”, “i jaddineddi”.
Nella grotta assieme alla Madonna e A San Giuseppe, si posizionava il bue e l’asinello, e, al centro si lasciava un pò di paglia, perché Gesù Bambino, veniva rigorosamente deposto allo scoccare della mezzanotte.
I re Magi, invece, venivano posizionati lontano dalla capanna, e di tanto in tanto si facevano avanzare, per arrivare il 6 gennaio davanti alla grotta per portare i loro doni.
Tutto il paesaggio veniva ovviamente spolverato di farina o amido per simulare la neve.
La preparazione del “prisepiu” racchiudeva uno spirito particolare ed unico, intanto vi partecipava tutta la famiglia, un rito che purtroppo oggi è andato quasi perso.
L’attesa della nascita rappresentava per grandi e piccini la gioia pura e la speranza.
