Nel 1992 scrissi la poesia che andrete a leggere.
Passano gli anni, i secoli, la tecnologia avanza con passi da gigante, ma la natura dell’uomo non cambia. Per la sete di potere, di supremazia, per interessi economici.
Il Mahatma Gandhi riportava che: “Nessuna civiltà potrà essere considerata tale se cercherà di prevalere sulle altre”
Non ricordo chi fu che disse: “Nella guerra delle idee sono gli uomini a morire”, ma è una frase che racchiude quello che succede in tutte le guerre, quello che succedeva a Sarajevo nel 1992 e quello che succede oggi in Ucraina.
La guerra coinvolge tutti i popoli della terra, il clima di violenza e morte aleggia su tutti noi.
La guerra è sempre da condannare, ma oggi, dopo i duri anni che l’intero pianeta ha vissuto a causa della pandemia, era assolutamente fuori luogo. Più che mai.
Forse, l’uomo ha la sola volontà di distruggere e di autodistruggersi.
A cosa può servire una guerra? Ad inglobare un altro stato sotto la propria egemonia? A prevalere e ad annientare un altro popolo? Che bene può venire da tutto questo?
Faccio veramente fatica a capirne le ragioni, qualunque esse siano, va al di là di ogni mio più intimo pensiero.
Penso ai bambini, alle madri, agli anziani, a chi è solo, a chi è emarginato, agli uomini che imbracciano un fucile (anche se non l’hanno mai usato) per difendere la propria casa e la propria dignità.
C’è una profonda e infinita tristezza dentro di me, un’impotenza assoluta per tutto questo.
La guerra è insensata, forse solo la cultura può salvarci.
Sarajevo
Sprazzi di luce nell’immensa oscurità.
Il treno corre veloce sulle rotaie
Le immagini si sfocano per la velocità.
Il vento si alza impetuoso
Minacciose nubi si accalcano l’una dopo l’altra.
La vita scorre fra le dita
Senza che nessuno possa fermarla.
Occhi scrutano
Cercando nel loro profondo
L’essenza della vita: la vita stessa.
I colori si rimescolano
Dando vita ad un quadro bizzarro
Rosso, nero, blu, viola, arancio.
Le orme si imprimono sulla terra fredda della sera.
Da lontano giunge l’odore acre del tabacco.
Profili si stagliano
Nella malinconia della sera
La vita e la morte fluttuano nell’aria.
Violenta la pioggia cade
A ripulire
Questo sudiciume
Questa violenza
Questo uccidersi
Questo distruggersi.
Pina Scardino
13 agosto 1992

Non abbiamo imparato nulla dagli errori del passato. Sembra un film già visto!