Questo era un rifugio temporaneo per contadini e pastori, tipicamente a base circolare, con un perimetro di pietra a secco. Aveva solo un’apertura e l’altezza massima era di un metro e mezzo. La sommità era una copertura conica, con tronchi incrociati e corde vegetali, che servivano a renderlo impermeabile all’acqua piovana.
C’era anche quello fatto solo con frasche e foglie tipicamente usato nelle campagne come ricovero degli attrezzi, e in caso di pioggia, come rifugio.
Certo è che nella memoria siciliana questa costruzione ha lasciato dei segni, anche perché c’è legato un modo di dire a quelli costruiti solo con “pagghia” (paglia).
Sapete chi è “u scassapagghiaru”?
Ebbene con questo termine viene indicato il delinquente di bassa lega, per intenderci il ladro di polli!
