Lucia è una giovane aristocratica nata a Siracusa intorno al 281 e rimasta orfana di padre all’età di 5 anni. Vi sono tante storie che aleggiano attorno a questa figura.
Si racconta che avrebbe aiutato i cristiani a nascondersi nelle catacombe durante le persecuzioni di Diocleziano portando con sè delle provviste e dal momento che aveva le mani impegnate avrebbe posto sul suo capo una ghirlanda con delle candele per illuminare la via.
Era stata promessa in sposa ad un pagano, ma Lucia aveva fatto voto a Sant’Agata quando la madre si era ammalata che, se fosse guarita, avrebbe rinunciato a sposarsi.
Il pretendente furioso si sarebbe vendicato denunciando la giovane cristiana si narra che si fosse strappata gli occhi pur di non cedere alle suppliche del promesso sposo
Tante le torture che la giovinetta subì uscendone sempre salva, fino al 13 dicembre del 304 data in cui Lucia venne decapitata.
Il suo nome deriva dal latino “lux” e per questo motivo è diventata la protettrice della vista.
La celebrazione della festa è attestata per la prima volta nel medioevo
A questa data è legata anche una tradizione, la cuccìa.
Si racconta che nel 1646, sotto la dominazione spagnola, Siracusa venne colpita da una carestia, ma proprio il 13 dicembre arrivò in porto una nave carica di frumento, il grano venne bollito e distribuito alla popolazione salvando gli abitanti.
Da allora i siracusani promisero che quel giorno non avrebbero mangiato pane e pasta ma soltanto cuccìa.
Cuccìa proviene da “cucciàri” il quale deriva da “còcciu”, cosa piccola, chicco.
Questo piatto costituito da piccoli semi e che è impossibile contare, indica la prosperità e l’abbondanza.
