Questa è una pianta priva di radici e vive attaccata ai tronchi, gli dei del cielo credevano che se avesse toccato terra avrebbe perso i suoi poteri magici.
Viene chiamato anche pianta della Luna a causa delle sue lattiginose bacche.
I celti lo raccoglievano solo in caso di necessità vestiti di bianco, scalzi, digiuni con un falcetto d’oro e credevano che permettesse di accedere al mondo sotterraneo per scacciare i demoni.
Una leggenda è legata alla dea anglosassone Freya o Frigga, sposa del dio Odino, protettrice dell’amore e degli innamorati.
Si racconta che uno dei suoi figli, Loki, cattivo ed invidioso, volesse uccidere il buon fratello Balder.
La madre, venuta a sapere di questo intento, chiese all’Aria, all’Acqua, al Fuoco, alla Terra, agli animali e alle piante di proteggere Balder.
Ma Loki, saputo che la madre non si era rivolta al vischio, intrecciò i suoi rami facendone una freccia e donandolo al dio cieco dell’inverno per uccidere il fratello.
Tutti gli elementi sii rattristarono alla notizia della morte e cercarono inutilmente per tre giorni e tre notti di riportarlo in vita.
Freya pianse tutte le sue lacrime ed esse scendendo sulla freccia del vischio, si trasformarono in bacche facendo risuscitare Balder.
Da allora Freya per ringraziare, baciava chiunque passasse sotto l’albero in cui cresceva il vischio.
Nacque così l’usanza di baciarsi sotto il vischio che simboleggia la protezione eterna e la vita che sconfigge la morte.
Il vischio della quercia è considerato sacro dai druidi, i quali tagliavano i ramoscelli con una falce dorata durante la sesta notte di luna e sostenevano che appenderne dei rametti sulla porta la notte del 31 dicembre, garantisse pace, serenità e avesse il potere di allontanare gli spiriti maligni.
Questa pianta rimane ancora oggi simbolo di buon auspicio, fertilità e amore.
