E’ un antico contenitore in terracotta ma per la caratteristica della sua particolare struttura prende l’appellativo di malandrino cioe’ furbo.
Nasce come contenitore di liquidi pregiati come acqua e olio e diventa parte della cultura e della storia siciliana tra l’827 e il 1091 durante la dominazione araba.
Ma come si utilizzava?
Preso alla base, si capovolgeva e attraverso un foro veniva versato il liquido, la piccola apertura si allungava all’interno grazie ad una cannula, consentendo, una volta riempito, di capovolgerlo senza farne uscire neanche una goccia anche se non ha alcun tappo!
Alla sommità aveva un beccuccio appuntito, il quale creava un vuoto e serviva a far evaporare il liquido surriscaldato, con la sorprendente conseguenza che manteneva il liquido fresco d’estate e caldo d’inverno dando ai contadini siciliani un perfetto ristoro.
