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“Apriti Sesamo”

In Sicilia il sesamo è un componente dell’alimentazione, si trova in diversi tipi di pane, biscotti, e viene usato anche per insaporire diverse pietanze.

E’ una pianta che solamente nell’isola raggiunge i due metri di altezza.

Venne portata tra l’830 e il 1070 d.C. dagli Arabi che trovarono un ambiente ideale nel Sud-Est, dove il territorio è ricco di “margi” (termine arabo che vuol dire “paludi di acqua dolce”), i margi infatti sono dei terreni che durante l’inverno vengono sommersi dalle acque, e in primavera si asciugano in tempo per la semina.

Risulta che questa pianta, selezionata già nel 2000 a.C. in Mesopotamia e in India, sarebbe la più antica da cui siano stati raccolti i semi per la produzione dell’olio.

Ogni pianta produce un centinaio di capsule al cui interno si trovano dai 50 ai 100 semini bianchi o neri.

La raccolta avviene rigorosamente a mano, vengono legati e sistemati in covoni per l’essiccazione che avviene dopo circa 15 giorni, quando le capsule si aprono naturalmente da qui appunto la frase “apriti sesamo”.

In Sicilia è conosciuto con due nomi, a Palermo viene chiamato “cimino”, nella parte occidentale “giuggiulena” dal termine arabo “GULGULAN” (semi di sesamo o di coriandolo).

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