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La Tunisia, un po’ di Sicilia

Sto qui con gli occhi chiusi, seduta in riva al mare, a godermi il lambire delle onde sui miei piedi nudi.

La mente vola in paesi da visitare.

Mi piace il mondo intero, la mia curiosità scopre in ogni luogo qualcosa di unico e speciale. Un odore, un sapore, un tramonto, un colle.

Dal Nord al Sud dell’emisfero, dall’Est all’Ovest vorrei poter vedere tutto, arricchirmi di immagini, di sensazioni, di emozioni.

Sento che ogni luogo mi appartiene, mi confondo tra le genti e mi sento una di loro, rispetto gli usi e i costumi di ogni angolo della terra e non mi sento mai sola. Nei posti che non conosco la mia mente non ha gabbie ed è libera.

Affiora il ricordo di uno degli ultimi viaggi, la Tunisia.

Il sogno custodito da tanti anni di vedere l’Africa si è avverato.

Amo l’Africa, mi sento vicina ai paesi del Medio Oriente, credo di avere sangue arabo nelle vene!

Mi ero promessa   che quando avrei messo piede sul suolo africano lo avrei baciato. Così è stato.

Ricordo quell’emozione intensa nell’alzare gli occhi e vedere il cielo invernale puntellato di stelle, ne sono rimasta ammaliata.

Mi sono portata dietro gli odori intensi, aspri, dolci, piccanti delle spezie nei sacchi di juta e i loro colori intensi, rosso, arancione, marrone, giallo, il vociare cantilenante del dialetto, le cadenze con francesismi, le figure delle donne coperte con il “burqa”, degli uomini con le lunghe barbe, i “caffettani”, la “kandura” i “chippà”,  la “kefiah”, la musica intrisa di gioia e malinconia.



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