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A bbrioscia cco tuppu (la brioscia col tuppo)

Una leggenda racconta che sia nata proprio in Sicilia, presso una nobile famiglia, la quale per colazione desiderava qualcosa di morbido, il cuoco realizzò questa brioscia conquistando l’aristocrazia siciliana.

Ma veniamo all’origine della parola “tuppu”.  Si pensa deriva dall’antico normanno “toupin” indicando la crocchia dei capelli, in gallico venne detto “toupeau”, in francese antico “top” ad indicare il ciuffo, e, in un secondo tempo tutte le parole confluirono nel francese moderno “toupet”, da qui al dialetto siciliano “tuppu”.

Uno scioglilingua racconta di un amore ostacolato. Una fanciulla dai lunghi capelli, per ribellione al diniego della madre, li tagliò, e la madre impietosita acconsentì all’amore dei due giovani.

Cu lu tuppu un t’appi, senza tuppu t’appi, cu lu tuppu o senza tuppu, basta chi t’appi e comu t’appi t’appi. (Con i capelli raccolti sulla nuca non ti ho avuta, senza capelli raccolti sulla nuca ti ho avuta. Con i capelli raccolti o senza capelli raccolti, basta che ti abbia avuta, comunque ti abbia avuta).

Dallo scioglilingua infatti viene indicato il significato come sinonimo di coraggio o disinibizione “Ccù teni uppu si mmarìta (solo le donne con un atteggiamento disinvolto e ardito riusciranno a conquistare un buon partito).

Immagine in evidenza offerta da Dedda71 https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Sicilian_brioche.jpg

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