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11 settembre

Ci sono date nella vita che mai nessuno di noi dimenticherà, una di queste è l’11 settembre, data fatidica per un gravissimo attentato avvenuto a New York alle Torri Gemelle di vent’anni fa.

Ci sono nella storia, tante date da condannare per quello che è successo, guerre, disastri, alluvioni, terremoti, tsunami e quant’altro, oggi ricordiamo questa e quello che ha suscitato in ognuno di noi.

Mi viene banalmente da chiedermi ma in che mondo viviamo?

La supremazia ad ogni costo di un popolo su un altro, l’arroganza, e, perché no, la vigliaccheria prevale su tutto.

E’ vero che le Torri Gemelle sono in qualche modo il simbolo dell’America e per ideali subdoli dovevano essere attaccate, ma non sono solo il simbolo, all’interno non c’erano simboli astratti, ma persone vere, uomini, donne, di ogni età, di ogni continente, di ogni estrazione sociale, culturale, di ogni religione, c’era un micromondo che nel giro di qualche ora è stato spazzato via dalla mano di qualcuno.

A me non interessa chi fu a dare il via a questo disastro, ma il perché, da dove nasce un progetto così distruttivo che coinvolge l’intera umanità.

Ricordo quel giorno, come credo molti di noi, cosa stavamo facendo nell’esatto minuto in cui è avvenuto tutto questo. Come la maggior parte delle persone era al lavoro, in quel periodo gestivo un negozio, era una giornata di settembre ancora calda e luminosa, il ricordo delle vacanze appena trascorse aveva un sapore nostalgico e un odore di salsedine attaccato ancora alla pelle, si faceva fatica a ricominciare il tran tran della normalità. Ad un certo punto, sento il bip del cellulare che annunciava le notifiche delle notizie, a raffica l’una dopo l’altra, apro e vedo fumo, esplosione, l’aereo che entrava in una delle Torri.

Penso che tragedia, il pilota ha perso il controllo ed è andato a schiantarsi!

Passa del tempo, altre notifiche un altro aereo colpisce l’altra Torre, allora comincio a realizzare che non può essere una coincidenza, ma ben altro.

Mi rendo conto che sto assistendo ad un evento mai pensato prima e il dolore, l’angoscia, per le vittime prende subito il sopravvento, chissà quante persone sono morte, quanti bambini resteranno senza la madre o il padre, quanti genitori senza più figli ne’ figlie, quanti nonni senza più nipoti.

E allora giù lacrime amare, di dolore ma soprattutto di rabbia e non riuscire a capire come si possa fare cosi male.

Nell’era della “CIVILITA’ (bella parolona) priva ormai di alcun significato.

Ma voglio dire che non condanno solo questo specifico evento lo riporto semplicemente perché oggi è l’anniversario, condanno ogni forma di violenza, dal Nord al Sud, da ogni parte dell’emisfero, dalla mancanza di libertà di ogni singolo individuo, dalla supremazia di un essere sull’altro.

La Terra è un luogo stupendo e perfetto così come è stato concepito, tutto è regolato alla perfezione, sono gli uomini che devono capire, riflettere, cosa resterà del passaggio di ciascuno di noi su questo pianeta e che ricordo lasceremo di ognuno di noi.

L’umanità ha raggiunto mete sconfinate, progressi tecnologici impensabili, ma ancora oggi, 11 settembre 2021 non ha imparato a convivere con i suoi simili.

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