Questa pianta ha origini lontane e antiche, legata a storie e leggende di mostri ed eroi. L’albero più antico si trova a Tenerife, è diventato il suo simbolo e dal 1917 è stato dichiarato monumento nazionale e si chiama “El drago milenario” ed era oggetto di culto da parte dei Guanci.
Si racconta che ebbe origine da un serpente con cento teste, il “Ladone”, il quale proteggeva l’albero dei pomi d’oro nel giardino delle Esperidi, ma Ercole durante la sua undicesima fatica, uccise il serpente con una freccia, e da una ferita sgorgò del sangue, da cui nacque appunto quest’albero Dracaena drago (dal greco “drakaina”, “drakon” (dragone).
Secerne una resina che, a contatto con l’aria diventa rossa, nell’antichità questo “sangue di drago” veniva commercializzato a costi elevatissimi, perché ritenuta un rimedio portentoso per qualunque male e veniva usata da maghi, alchimisti e guaritori. Si pensava infatti, che il sangue di un drago potesse dare forza al sangue umano. La resina veniva inoltre utilizzata per la tintura delle stoffe, di oggetti, e persino di violini e liuti, e serviva anche a proteggere dalla ruggine.
In Sicilia sono presenti 7 alberi del Drago, conosciuti come alberi monumentali e sono dislocati a Catania, Messina e Palermo.
