Questo era un rituale nelle tradizioni contadine, si dice che sia originario di Motta d’Affermo (ME). Veniva fatta in genere a luglio quando arriva il tempo della mietitura del grano, infatti a’ pisata è la separazione dei chicchi di grano dallo stelo.
La prima cosa era trovare la zona giusta, uno spazio piano e ben ventilato, dove poi si portavano i “gregna” (covoni) per effettuare la triturazione affidata agli zoccoli degli animali, solitamente alle mule. Il contadino con la “zotta” (frusta) e con l’aiuto di un bicchiere di vino entrava nell’aia, e immancabilmente iniziava l’operazione con “santiuna” (misto di parolacce e bestemmie) per far correre la coppia di mule, le quali correndo in cerchio calpestavano i covoni e trituravano il raccolto.
Da questo momento ci si affidava al vento, il contadino aiutato da un tridente, un bastone a tre punte di legno, sollevava per aria il triturato e la paglia, i chicchi di grano, essendo più pesanti cadevano a terra e finalmente si raccoglieva il frutto di un anno di lavoro.
Questo rituale per i bambini rappresentava una festa, tuffarsi nei covoni era incredibilmente divertente!
