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La cassata siciliana

Le origini del nome risalgono all’arabo “quas’at” (bacinella), legati ad una leggenda.

Si narra che un contadino, vedendo un pastore arabo alle prese con la preparazione di un dolce a base di ricotta, chiese di cosa si trattasse, da qui l’equivoco, fraintendendo la risposta “quas’at” riferita alla bacinella, il contadino pensò che fosse il nome del dolce, da qui poi il termine cassata.

Ma non tutti sono d’accordo con questa versione, dal momento che il termine cassata apparve per la prima volta nel “Declarus” di Angelo Sinesio nel XIV secolo.

Inizialmente era un dolce della tradizione delle monache riservato prettamente al periodo pasquale.

Nel corso degli anni vennero aggiunti nuovi ingredienti, ma la caratteristica decorazione con la zuccata venne introdotta nel 1873 dal pasticciere palermitano Salvatore Gulì, in occasione di una manifestazione tenutasi a Vienna.

Oltre alla classica cassata, vi sono anche le “cassatedde”, piccole cassate con al centro una piccola ciliegia da consumarsi in un solo boccone!

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