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‘Nciùria

Questa parola significa letteralmente ingiuria e proviene dal latino “iniuria(m)” composta dal privativo “in-“ e dal sostantivo “ius, iuris”, con il significato di fuori legge, ingiusto.

Quindi, in definitiva l’ingiuria è un’offesa, ma in Sicilia tutto non è come sembra!

Infatti, qui, assume un elemento fondamentale e importante della vita quotidiana, andando a sostituire quasi del tutto il cognome.

Le “ ‘nciùrie” possono descrivere intere comunità, famiglie o singoli individui, descrivono caratteristiche fisiche o caratteriali, avere un tono scherzoso o offensivo, possono riferirsi ad un mestiere.

Quando indicano singole persone sono sempre precedute dall’articolo, come “u tignusu” – il calvo.

Illustri scrittori hanno attinto ai soprannomi tra i quali Leonardo Sciascia, Giovanni Verga, Luigi Pirandello, Vitaliano Brancati, Andrea Camilleri, dando alle “ ‘nciùrie” un autentico e fantastico universo del dialetto siciliano.

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