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GIURAMENTI E SINTENZI

Il siciliano di altri tempi trattava la parola data con un valore più alto della parola scritta, e per dare più forza e vigore aggiungeva il giuramento.

Si giurava ad esempio sulle anime di “murticeddi “(le anime dei morti), “parola d’unuri” (parola d’onore), “avissi a perdiri a vista di l’occhi (dovrei perdere la vista) e tanti altri.

C’erano anche coloro che giuravano senza poi mantenere la parola data, il popolo li giudicava come “omini di pagghia, quaquaraqua, puddicinedda”, cioè uomini senza alcun valore.

Esistevano anche “i sentenzi”, che erano delle imprecazioni o delle maledizioni rivolte a persone a cui si voleva del male.

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