La troccula è una tavoletta di legno composta da maniglie di ferro che ruotano in senso alternato e sbattendo su chiodi in ferro infissi nel legno produce un suono stridente.
L’etimologia del termine risale al greco “trokos” (ruota), allo strumento latino Crotalum, composto da due valve di legno o ferro e corrisponde nel suono al Crepitaculum di un’antico strumento.
L’origine è incerta ma probabilmente fu inventata da Archita di Taranto nato nel 428 a.C. che, oltre ad essere stato un brillante generale della Magna Grecia fu un matematico, musicista, filosofo, politico e scienziato e amico di Platone.
Questo strumento veniva usato in Sicilia durante la settimana Santa, da giovedì sera a sabato notte in sostituzione delle campane che era proibito suonarle
Viene anche chiamata raganella traendo il nome onomatopeico dal gracidare della ranocchia di colore verde.
Questo utensile serviva non solo a ricordare ai fedeli la messa, ma anche a rappresentare ai fedeli ciò che era narrato dal Vangelo, in altre parole richiamava alla mente lo schianto delle pietre e il tremare della terra nell’ora della morte di Gesù.
