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Sgurbiu

Questo è il nome siciliano per indicare il Citiso delle Eolie (Cytisus Aeolicus), una pianta a forma di un piccolo alberello alto anche 4 metri con arbusti molto ramificati e rami cilindrici.

Un tempo cresceva sulle rupi vulcaniche e nei terreni abbandonati, ma veniva largamente utilizzato per ricavarne legna da ardere, pali e attrezzi per l’agricoltura o eliminato per dare spazio a colture.

Di questa specie, con straordinarie virtù di pianta foraggera, si hanno notizie da Teofrasto, che la chiamò “colutea” (o “colitia”) di Lipari.

Nel 1828, il naturalista Giovanni Gussone durante un viaggio nelle Eolie, individuò la pianta nelle isole di Stromboli e Vulcano che ancora non era stata denominata, dandole il nome e attraverso una rete di scambi, i semi giunsero in pochi anni negli orti botanici d’Europa e un naturalista inglese, Lindley pubblicò, a metà del XIX secolo la prima iconografia della nuova specie su un giornale scientifico britannico.

Purtroppo il citiso delle Eolie è a rischio di estinzione, ma è stato inserito tra le specie “prioritarie” della Direttiva Habitat.

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