Uno straordinario ingrediente siciliano è senza alcun dubbio il cappero.
La sua coltivazione ha origini antiche, sarebbe nata tra il Nord Africa e il Medio Oriente, ve ne sono tracce anche nella Bibbia e in scritti di Ippocrate, Aristotele, Plinio il Vecchio e il medico e farmacista greco Discoride nel suo “De Materia Medica” del 70 d.C.
E’ una pianta molto resistente e nasce su dirupi, falesie e vecchie mura con lunghi rami e foglie verdissime.
Possiede molteplici proprietà, antiossidante, antiinfiammatoria, immunoprotettiva.
Dalla corteccia si ricavano decotti antireumatici e diuretici, i boccioli macinati e spalmati sulla pelle vengono usati come maschera sbiancante per vitiligine e couperose, contengono anche sali minerali, vitamine, adatti anche per chi soffre di ipertensione, e sono anche un rimedio contro il diabete.
Una curiosità: gli antichi romani producevano un vino medicato lasciando macerare i boccioli con bacche di ginepro.
I capperi in Sicilia sono largamente usati nei cibi, ma vengono utilizzate anche le foglie, sott’olio o fritte in pastella.
Il cappero è in realtà il bocciolo non ancora aperto ed è molto profumato, il cucuncio è il frutto di forma affusolata, di dimensioni più grandi con un sapore più carnoso e più sapido.
