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Sperrenga o Spillinga?

In questo angolo di Sicilia, in provincia di Enna,  Madre natura ha dato il meglio, qui dove  una volta esistevano 11 feudi, oggi troviamo un borgo di incomparabile bellezza: Sperlinga Sperrënga in gallosiculoSpilliṅga in siciliano.

Etimologicamente Sperlinga deriva dal greco e significa “Spelonca”, grotta, il  territorio infatti è caratterizzato da numerose grotte scavate nella roccia arenaria e pare che erano abitate già quattromila anni fa.

Venne colonizzate anche da popolazioni lombarde infatti ancora oggi si parla un dialetto gallo-italico.

Ma la parte più suggestiva è il Castello è un raro esempio di castello rupestre, in parte scavato nella roccia e risalente probabilmente al periodo anteriore ai Siculi pre-greci (XII-VIII secolo a.C.), in parte costruito sulla stessa roccia, intorno all’anno 1080.

Nell’androne appare una scritta scolpita in latino Quod Siculis placuit, sola Sperlinga negavit e si riferisce alle vicende dei Vespri Siciliani (1282) quando una guarnigione francese di angioini si asserragliò all’interno del castello e resistette all’assedio per oltre un anno.

Ogni anno il 16 agosto si svolge la Sagra del Tortone (il “Tortone” è un dolce tipico fatto di farina impastata e lievitata, olio d’oliva e cosparso di zucchero e cannella) istituita nel 1982, in occasione del 8° centenario della guerra detta dei “Vespri Siciliani”, una trasposizione in chiave rievocativa, della vita che per secoli si protrasse nel chiuso delle grotte, antiche abitazioni del borgo rupestre.  Per questa occasione le strade pullulano di bancarelle e venditori, e in una piazzetta illuminata dalla tenue luce di fiaccole, maestri d’armi ed artisti di strada in costume d’epoca, inscenano gesta eroiche richiamando l’episodio dell’assedio del castello narrate da una voce antica.

Non manca il Corteo Storico, formato da dame e cavalieri in abiti d’epoca rappresentanti le famiglie nobiliari che hanno dominato il castello di Sperlinga.

Alla manifestazione prendono parte circa 30 delegazioni dei paesi facenti parte delle Terre Gallo-Italiche.

La conclusione della serata avviene ai piedi del castello medievale con appunto che la rievocazione storica del Vespro Siciliano, l’elezione della Dama dei Castelli di Sicilia ed i fuochi piro-musicali.

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