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Il “Fiore del Paradiso”

Il profumo di questo fiore è intenso e penetrante e il suo intenso colore coglie lo sguardo di chi lo guarda: il fiore di lillà, con le tonalità tra il rosa e il viola.

Le sue origini non sono sicule ma proviene dell’Asia e dell’Estremo Oriente, venne importato dalla Turchia verso la metà del 1500 e introdotto in Italia verso la fine del secolo.

Ma perché questo nome?

Ebbene venne chiamato così perché profumava i giardini degli harem, e anche in Sicilia erano presenti.

Una leggenda dell’Europa del Nord racconta che i popoli delle fate volessero vivere in posti dove il fiore cresceva spontaneamente credendo fortemente nell’energia positiva che il fiore emanava purificando il luogo stesso dalla presenza del male.

Nella cultura cristiana venivano raccolti i semi e inseriti nei rosari utilizzati per le preghiere dei pellegrini che si recavano in Terra Santa.

A secondo del colore assume un significato diverso, il lillà bianco è simbolo di purezza, il viola si rifà all’innamoramento e il rosa è l’emozione dell’incontro tra gli innamorati.

La pianta è largamente usata in profumeria e nella cosmesi, ma nel passato è stata utilizzata anche a scopo curativo, il suo decotto serve come febbrifugo, l’infuso delle foglie possiede proprietà decongestionanti del fegato e digestivo.

 I fiori sono anche commestibili e vengono usati in cucina per la decorazione di piatti o come ingredienti.

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