Alle porte di Palermo all’Acquasanta si trova la grotta del “Bagno della Regina”, al cui interno c’è una vasca il cui soffitto trasuda acqua minerale.
La vasca principale originariamente era alimentata solo da acqua termale, acqua calda che dalle pareti rocciose attraverso un condotto sottostante con dei gradini arrivava a monte.
Si suppone che ci fosse anche un’altra cavità, dove l’acqua veniva mantenuta ad un certo livello grazie ad un foro posto ad una determinata altezza; questo permetteva di fare il bagno, ammirare la vasca senza bagnarsi i vestiti.
Ma non solo, in un angolo della parete interna c’era una nicchia che permetteva di ospitare una fonte di luce, e, inoltre, scavati nella pietra insistevano due sedili, uno grande e imponente e l’altro più piccolo.
Le iscrizioni, i troni e gli scranni scavati nella roccia potrebbero far pensare che la grotta venisse utilizzata per i culti di Mysta, riti propiziatori dedicati a Demetra.
Si ipotizza che questa grotta sia stato un tempio per i Punici prima, poi per i romani e infine per i cristiani, i quali pur rifiutando l’idolatria e la magia, dal quattrocento in poi venereranno la Madonna a tal punto che accanto c’è una chiesa dedicata alla Madonna dell’Acquasanta, anche perché si diceva, che l’acqua della grotta facesse miracoli concessi da Dio per guarire le infermità degli uomini.
Lo stillicidio dell’acqua diventa magico, l’acqua è elemento purificatore.
Questo luogo rappresenta il percorso dell’anima dell’uomo a partire dai riti sacri dell’iniziazione per finire a quelli della morte, intesa non come la fine di tutto ma come tappa essenziale del percorso umano.
Resta comunque il mistero dell’identità della “regina” che in quell’ambiente andasse a bagnarsi. Le ipotesi porterebbero o a Costanza d’Aragona, moglie di Federico II, morta nel 1222 a Catania e poi traslata a Palermo o a Costanza d’Altavilla, figlia di Ruggero II, re di Sicilia, nata nel 1154 a Palermo.
Resta comunque ancora oggi un bel e suggestivo mistero.
