Questo era un mestiere molto diffuso si trattava della carbonizzazione del legno e rappresentava un’attività economica influente.
Il carbonaio viveva spesso nel bosco nel “pagghiaru”, un riparo costruito da lui stesso con materiale vegetale.
Dapprima individuava ala “ginisata”, cioè il luogo dove costruire “i fussuna” cioè le carboinaie, dopo tagliava gli alberi con la “runca” (la roncola), ‘a cetta (l’ascia), “u cittuni” (l’ascia grande) e la serra.
Dopo aver predisposto la catasta a forma di cono dava fuoco attraverso un’apertura chiamata “purtedda” cominciando così la combustione che durava circa 10 giorni.
Terminata la cottura procedeva allo spegnimento, allo smantellamento e all’insaccamento del carbone ricavato pronto per la vendita.
