La paparina chiamata in Sicilia anche “’a cucuzzedda du sonnu” altro non è che il “Papaverum Somniferum” (papavero da oppio).
E’ una pianta antichissima ne sono state ritrovate capsule negli scavi di palafitte dell’uomo di Cro-Magnon datate tra i 20.000 e i 30.000 anni fa, i Sumeri la conoscevano 5.000 anni fa e la tramandarono alle successive civiltà caldea e assiro-babilonese i quali ne introdussero l’uso in Egitto intorno al 1500 a.C.
Il termine oppio deriva dal greco “opos” (succo), e si tratta di una pianta oppiacea.
Nell’antica Grecia era simbolo di Morfeo (dio dei sogni), di Nyx (dea della notte) e di Thanatos (dio della morte).
In Sicilia veniva raccolta a giugno e luglio dopo che erano caduti i petali, capovolta e messa all’ombra ad essiccare.
Le capsule, una volta pronte, si utilizzavano per preparare infusi calmanti, usati soprattutto per le coliche, i dolori della dentizione e per agevolare il sonno di lattanti e bambini irrequieti.
Una curiosità, l’etimologia del termine “Papaver” è composto dalla radice “Papa” che in celtico significa pappa, alludendo proprio alla pratica antica nella quale si mescolava il frutto del papavero rosso alla pappa dei bambini per facilitarne il sonno.
Venivano utilizzati anche i semi per curare tosse, diarrea e dolori vari.
