Lo sapevate che in Sicilia nel periodo successivo all’Unità d’Italia era stata introdotta una tassa sulla barba?
Ebbene, accadde che qualche funzionario nordico ordinò che braccianti, contadini, minatori, pescatori, cioè gente umile, non dovessero più portare né barba né baffi, pena il pagamento di una tassa.
Due parrebbero essere le spiegazioni di ciò.
Una riporta che avere barba fluente e baffi arricciati, come li portava il I re d’Italia, Vittorio Emanuele II, fosse segno di prestigio e di appartenenza alla nobiltà, quindi consentito solo ai più abbienti.
L’altro motivo era che, dato che nella Sicilia dell’epoca vi fossero rivolte popolari, fosse più facile individuare e catturare chi sfuggiva alla morte o all’arresto avendo il volto scoperto e rasato.
