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I TALISMANI DEL NATALE

Nell’appennino siciliano oltre a numerosissime specie vegetali, ne esistono tre antichissime legate a magiche leggende di Natale.

L’agrifoglio “Ilex aquifolium”, secondo l’usanza popolare aveva proprietà di portafortuna e protezione dai demoni.

I primi seguaci della fede cristiana iniziarono a celebrare la nascita di Gesù con questa pianta che assumeva molti significati.

La forma delle foglie richiamava le spine di Gesù Cristo sulla croce, i frutti rossi il suo sangue e i boccioli bianchi simboleggiavano la purezza della Madonna.

Regalare l’agrifoglio è un augurio di pace, serenità e buona sorte.

Le piccole perle di bosco del vischio “Viscum album”, nascondono tante leggende. E’ considerato portatore di magia, possiede un’aurea di sacralità per allontanare malattie e disgrazie.

Alcuni antichi sacerdoti raccoglievano il vischio della quercia tagliandolo con una falce dorata per assicurare ai destinatari una vita lunga e prosperosa.

Un’altra usanza prevede che non si debba raccogliere con le mani, in particolare con la sinistra perché attirerebbe la malasorte.


Nel Medioevo girava intorno al vischio una leggenda secondo la quale gli alberi pur di non diventare legno per la croce, si spezzarono tranne quest’ultimo, unico in Palestina, che rimase integro e fornì il legno per costruire la croce di Cristo. In seguito, però, il suo legame con i solstizi e la sua nascita misteriosa cambiarono l’usanza e il vischio divenne simbolo di sacralità.

Il Pungitopo “Ruscus aculeatus”, chiamato localmente anche sparaciu tronu o spinapulici, vive nel sottobosco, è simbolo di forza e di indipendenza.

Fin dal tempo degli antichi romani era diventato un simbolo di fertilità e di abbondanza, era considerato un potente talismano e i suoi ramoscelli venivano usati per le feste in onore del dio Saturno, “saturnalia” che avvenivano in coincidenza del solstizio d’inverno.

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