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Figli della nostra terra

Questa settimana che si sta concludendo è stata ricchissima di emozioni.

Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere i componenti del gruppo “TABERNA MYLAENSIS”, in occasione dell’evento unico che li ha visti riuniti sotto il magnifico cielo stellato del Teatro Greco di Tindari.

Da appassionata cultrice della storia e tradizione siciliana, non potevo esimermi dall’approfondire la loro conoscenza soprattutto dal punto di vista musicale.

Più andavo a scavare a fondo sul ritmo, le parole e i temi trattati nei loro brani, più me ne innamoravo.

La mia conoscenza era limitata all’etichettarli come compositori di musica popolare siciliana, ricordavo piacevolmente di aver assistito, circa trent’anni fa, ad un loro concerto nella piazza principale del mio paese.

Ma non immaginavo tutto quello che racchiudevano nelle ninne nanne, nei “cunti”, nelle preghiere. Mi ero fermata alla piacevole musicalità che ascoltavo.

Approfondendone la ricerca, ho scoperto che, i loro testi e ritmi, nascondono pagine di pura poesia ispirata ai Greci, Arabi, Normanni, racchiudono leggende e tradizioni tramandati dai nostri nonni, (come la preghiera per sconfiggere il malocchio), dalle esperienza di vita vissuta contadina dei nostri padri e delle nostre madri, la ribellione per le ingiustizie, per gli emarginati, per i meno fortunati.

La semplicità nel vostro saper accogliere e condividere, il non risparmiarsi, e soprattutto la vostra grinta, dopo 45 anni, mi hanno fatto capire che passione pura e vero amore hanno la potenza prorompente di abbattere le barriere, che la speranza non muore mai, e che la forza non è data dall’età ma dai veri valori che si possiedono.

Grazie Alberto, Luciano, Fabio, Tanino, Salvo, Marco, figli della nostra terra, grazie per avermi trasmesso sempre più l’orgoglio di essere siciliana!

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