Questa figura di donna ormai scomparsa, era una venditrice ambulante, generalmente anziana, vestita con abiti miseri, sporchi e vecchi, costituiti da una veste ampia rattoppata e un corpetto spiegazzato, spesso ricevuti in elemosina.
Ma cosa faceva questa donna?
Girava per le vie della città portando nelle mani numerosi “muscalora”, ventagli semplici o intrecciati di palma nana, utilizzati per svariati usi. Servivano a ravvivare i carboni accesi dei fornelli o il fuoco del focolare, e specialmente erano destinati alle popolane per rinfrescarsi dal caldo afoso dei pomeriggi estivi, specialmente nei giorni di scirocco (dall’arabo shurhùq, vento di mezzogiorno, un vento caldo proveniente da sud-est) che spesso assilla la nostra isola.
La “muscalurara” nel suo peregrinare sotto il cocente sole estivo, per le vie assolate e le piazze deserte, portava sul capo molti cappelli di paglia infilati l’uno sull’altro, avendo le mani occupate, e questi “cappellacci” dalle larghe falde, venivano destinati per lo più agli uomini che lavoravano all’aperto, specialmente ai contadini che, con fatica e sudore lavoravano la terra.
