Questa parola in Sicilia viene adottata specialmente nel mese di agosto, ad indicare tempeste e trombe d’aria.
Pare che il termine provenga da “ddràu” (drago).
Secondo le credenze popolari l’aspetto preso dalle nuvole nere con un prolungamento a forma di coda ricorderebbe proprio un drago.
Con il tempo questa somiglianza si evolse trasformandosi in una donna con i capelli lunghi e sciolti e il corpo nudo, un po’ strega un po’ diavolo, che, con i suoi sovrumani poteri entrasse nel corpo degli uomini mentre sbadigliavano.
Un rimedio contro gli effetti malevoli delle trombe d’aria era quello di esporre sulla soglia di casa degli oggetti in ferro accompagnati dalla recita di scongiuri per poter dividere in due il vento gettandolo nel posto più buio e solitario della terra in modo da non danneggiare nessuno.
