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A ciaramedda e u ciaramiddaru

A ciaramedda o zampogna, è uno strumento musicale a fiato antichissimo composto da un otre di pelle di capra o di pecora e da una o più canne.

 L’etimologia del nome deriva dal greco che a sua volta è poi passato nel latino come “symphonia”. Un’origine che si perde nei miti e nelle leggende degli antichi, che per primi diedero un nome al “suono”, e alla musica.

Il terribile imperatore romano Nerone amava suonare “l’UTRICULARUM”, uno zufolo, sicuramente il padre della zampogna.

Ma la sua invenzione si deve alla civiltà greca arcaica, infatti si crede che l’origine sia legata al dio Pan il dio metà uomo e metà capra, figlio di Ermes e della ninfa Driope. Pan amava vagare per i boschi suonando proprio lo zufolo e inseguendo le ninfe, di cui si innamorava.

Ed è proprio nel mito di Pan, uno dei più affascinanti ed antichi della grecità, che si ritrova anche l’origine, decisamente poetica, di questo strumento musicale. Una divinità potente, temuta dai pastori dell’Arcadia in quanto espressione della violenza selvaggia della natura e del suo potere distruttivo oltre che creativo: prepotentemente legato ai piaceri della carne, Pan amava vagare per i suoi boschi suonando lo zufolo e inseguendo le bellissime ninfe di cui, ogni volta, si innamorava. È all’amore per una di queste che è legata l’origine del flauto di Pan e, di conseguenza, della zampogna: per fuggire dall’insistente corteggiamento del dio, la ninfa Siringa correva a perdifiato nel bosco. Giunta nei pressi di un canneto pregò suo padre, il dio dei fiumi Ladone, di trasformarla in una canna per non essere rapita da Pan. Ma il satiro, affascinato dal suono lamentoso che il vento faceva soffiando nel canneto, decise che non si sarebbe mai più separato da esso: tagliò sette pezzi e li unì, creando lo strumento musicale che porta il nome della sua amata e che mai lo abbandona.

Era usanza, tra i pastori durante la transumanza portare con sé la zampogna, fortemente legata alla pastorizia.

U ciaramiddaru vestiva la “cappuccia” (un lungo e pesante mantello) di “drappu” (lana di pecora), si copriva il capo con la “birritta” (berretto) e calzava le “zampitte” (scarpe ricavate da un pezzo di cuoi di vacca con lunghe stringhe legate attorno ai polpacci).

Le ciaramidde sono spesso adornate di nastri e fiocchi rossi, e cornetti, che non sono solo elementi decorativi, ma veri e propri amuleti per la protezione contro il malocchio.

Viene però legata alla festività natalizia dal 1754 quando Sant’Alfonso Maria de Liguori inventò la melodia “Tu scendi dalle stelle”, ispirata proprio al Natale, suonata per le strade e davanti al presepe.

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