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Sua Maestà: il cannolo siciliano

La storia del cannolo ha origini molto incerte, ma pare che il primo a farne cenno, nel 70 a.C., fosse stato Cicerone, il quale, durante un viaggio in Sicilia, rimase affascinato da un “Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus”, ovvero un tubo di farina ripieno di morbida crema di latte.

Il nome è legato alle canne di fiume cui veniva arrotolata la cialda durante la preparazione.

Il cannolo siciliano, pare che abbia avuto i suoi natali, nella città di Caltanissetta, il cui nome prende spunto dall’arabo “Kalt et nissa”, cioè “Castello delle donne”.

Si racconta, che proprio durante la dominazione araba, vi fossero molti harem di emiri saraceni e che le numerose donne, annoiate dall’assenza del sultano, si cimentassero nella preparazione di leccornie, tra i quali inventarono proprio il cannolo cercando, tra l’altro, di modificare un antico dolce arabo, che aveva come forma un simbolo evidente delle doti amatoriali del sultano.

Un’altra storia, all’opposto, è quella di attribuire la creazione di questo dolce alla creatività delle suore di un convento, sempre a Caltanissetta.

Sembra anche, che il nome sia scaturito quando, per uno scherzo di Carnevale, si fece uscire dal rubinetto della ricotta piuttosto che dell’acqua – in Sicilia il rubinetto viene chiamato appunto “cannolo”.

Ma le curiosità non finiscono qui.

Il 2 febbraio 2014, due informatici videomaker, con le autorizzazioni del caso, hanno effettuato, dalla Rocca di Cerere ad Enna, un lancio nella stratosfera di un pallone sonda che conteneva la riproduzione di un cannolo siciliano.

Mentre nel 2021, il cannolo, assieme al passito di Pantelleria, è stato raffigurato su una delle monete celebrative da 5 euro.

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