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I babbaluci

In Sicilia le lumache trovano il loro habitat ideale, ed erano apprezzate dai Romani e dai Greci come attestano alcuni scritti di Plinio il Giovane.

Ma da dove proviene il termine?

L’origine è da attribuirsi all’antica Grecia con il termine “boubalàkion” che sta ad indicare sia le lumache quanto i bufali in quanto hanno in comune le corna. Dopo la dominazione araba diventò babbùccia da “babush”.

Dall’incontro tra il grecismo “buvalaci” e l’arabismo “babbùccia” nasce la parola babbaluci, a sua volta questa con la parova “vava” (bava) viene fuori anche vavaluci.

In Sicilia le lumache vengono suddivise in tre categorie, i “babbaluci” sono piccole, bianche e aperte, i “tuppateddi” sono sempre bianche ma sono quelle in letargo con l’opercolo (l’organo molle simile ad un coperchio), e i “crastuni” che sono quelle scure e grosse.

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