Da qualche giorno siamo entrati nella stagione della rinascita e coincide con ’equinozio di primavera, uno dei momenti dell’anno in cui notte e giorno sono in perfetto equilibrio “AEQUUS NOX”, dal latino notte uguale.
La più antica festa di primavera risale circa a 4700 anni fa “SHAM EL NESSIM”, che significa “fiutare il vento”.
Al tempo dei Faraoni era indicata semplicemente con “SHAMO” che vuol dire “rinnovo della vita”. Secondo gli antichi Egizi la data dell’equinozio rappresenta l’inizio della creazione. In epoca copta il termine venne modificato in “SHAMM” (olfatto e respirazione) con l’aggiunta di “NESSIM” (brezza).
L’equinozio è intriso di racconti mitologici, tra simbolismo cosmico celeste (il cammino del Sole nel cielo) e il simbolismo terrestre (risveglio della natura).
In Sicilia vi sono tanti siti archeologici preistorici, ma in particolare uno, che si trova ad Alia in provincia di Palermo, rappresenta una vera e propria magia.
Infatti nel complesso preistorico della Gurfa, un gruppo di tholos di dimensioni impressionanti, durante l’equinozio di primavera, una lama di luce entra nell’”oculus” (foro posto alla sommità della tholos) illuminando esattamente la fossa del nadir pavimentale, ricoprendo di luce chiunque sia al suo interno.
