Domani è il 25 aprile, per noi italiani una data importante dato che segna la vittoria della dignità, del coraggio, della libertà, della democrazia sulla dittatura.
La parola partigiano non è solo una parola astratta, ma erano uomini e donne che, con il loro coraggio, a costo della propria vita, si batterono per gli ideali.
Spesso dimentichiamo il nostro passato, e proprio oggi, con la guerra scatenata da tal Putin contro il popolo ucraino, dovremmo almeno soffermarci e ragionare prima di parlare.
Come pensare che non ci riguardi?
Come poter dire agli ucraini di arrendersi?
Ma ci rendiamo conto?
Se i nostri partigiani, se il loro sacrificio non fosse avvenuto, oggi, probabilmente, noi italiani non saremmo in democrazia, ma saremmo rimasti un popolo soggiogato ai nazisti.
I partigiani provenivano da tutte le parti d’Italia, e qualcuno anche dalla nostra cittadina Patti. Cercando ne ho trovato due, Crifò Antonello nato a Patti nel 1916, vice Brigadiere dei Carabinieri, partigiano combattente del Battaglione L.Giarnieri, Brigata Nuova Italia, a cui è stata data la Medaglia di Bronzo al valor militare e Rampulla Giovanni.
Il partigiano Rampulla, nato a Patti il 16/06/1894 era tenente colonnello della fanteria s.p.e., venne arrestato a Roma a fine Gennaio del 1944, imprigionato nella prigione di Via Tasso. Sui muri della stessa, con il sangue provocato dalle ferite inferte dai tedeschi, c’è anche la sua firma.
Rifiutò con forza le lusinghe dei fascisti che volevano arruolarlo nella Repubblica di Salò. Per questo venne dapprima torturato e dopo trucidato alle Fosse Ardeatine, assieme ad altri 334 italiani, il 24 marzo del 1944.
Oggi, la sua tomba nel Sacrario delle Fosse Ardeatine è la numero 32.
A Scala di Patti e ad Oliveri c’è una piazza in sua memoria. È stato insignito con una Medaglia d’argento alla memoria.
Ho voluto raccontare questo, per cercare di smuovere le coscienze di chi, oggi, cieco e sordo, continua a dire che la guerra in Ucraina non ci appartiene.
Pina 24/04/2022
