Questa è una storia vera accaduta nella Sicilia del ‘700.
Nel centro di Modica si trova un palazzo nel quale viveva il Cavaliere di Gran Croce Don Michele dei Principi Grimaldi e la moglie, Antonia Nicolaci, principessa di Villadorata con sette figlie (l’ottava era morta appena nata).
Il padre deluso per non aver avuto un figlio maschio decide di dare in sposa la primogenita e di far prendere i voti alle altre sei, dipingendo il mondo esterno intriso di pericoli e il convento il luogo più sicuro.
Ma due di loro Concetta e Francesca il giorno dei voti non partecipano, ma vengono comunque costrette a prendere i voti.
Dopo anni vissuti da recluse, la loro salute peggiora a tal punto da consultare medici i quali dichiarano la loro inabilità alla vita monastica, consigliando di cambiare vita per un periodo di tempo.
Nel 1792 le due sorelle chiedono ed ottengono il processo di smonacazione facendo scoppiare uno scandalo e pagando lo scotto con l’oblio sociale.
Entrambe si sposano, e quando rimangono vedove e senza figli, decidono di devolvere l’ingente patrimonio ereditato dai rispettivi mariti, per opere sociali e culturali, come la costruzione di chiese, orfanotrofi, e soprattutto scuole professionali indirizzate a dare un lavoro alle donne.
