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Il tartufo.

Non tutti probabilmente sanno che la Sicilia è una delle regioni italiane più ricche di tartufi.

Il Tartufo è un fungo spontaneo che cresce sottoterra e le piante sotto le quali nasce sono i lecci, i pioppi, le querce, i roveri, i carpini ed i tigli.

Il suo aroma è inconfondibile e solo alcuni cani debitamente addestrati riescono a scovarlo, accompagnati dai “cavatori”, i cercatori di tartufo muniti di tesserino certificato.

Si racconta che la sua scoperta si ebbe grazie a Franco Scrofani, che negli anni settanta scoprì per caso, che il territorio intorno a Palazzolo Acreide (SR) era ricco di tartufi.

Ma si trova anche sui monti Sicani, Nebrodi e nelle zone delle Madonie.

Nella Sicilia centrale viene raccolto da ottobre a dicembre e da studi effettuati, pare ce ne siano nove specie.

Tra quelle più diffuse troviamo il Tuber aestivum, il tartufo nero estivo chiamato anche Scorzone, il Tuber brumale, cioè il tartufo nero invernale e quello ordinario, il Tuber mesentericum.

Tra quelli bianchi spicca il Tuber borchii, noto comunemente con il nome di Bianchetto.

Burgio, Capizzi, Castelbuono, Lucca Sicula, Palazzo Adriano e Palazzolo Acreide, fanno oggi parte de “Le città del Tartufo”, un’associane nata nel 1990 ad Alba.

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