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“Mi siddia puru a campari”

Questa frase squisitamente siciliana indica un’assoluta apatia tanto da riuscire a diventare un’ameba, (dal greco “amoibè” (cambiamento) nome attribuito ad un organismo unicellulare privo di scheletro, e di conseguenza di persona che non mostra personalità, iniziativa, passione).

In siciliano ha due eccezioni, la prima si traduce in infastidire e l’altra indica l’annoiarsi, lo scocciarsi.

“Siddiari”, in Sicilia è un verbo di natura filosofica, in quanto il siciliano osserva il mondo con un approccio superiore, come se nulla potesse stupirlo.

Il siculo è per natura un costante annoiato, con la sicurezza di sapere e di aver visto già tutto quello che c’è da sapere e da vedere, privilegiato assoluto dall’appartenere a quest’isola meravigliosa.

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