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L’Ambra del Simeto.

La Simetite è una fra le ambre più giovani, si è formata circa 26 milioni di anni fa durante l’era miocenica, è un materiale molto ricercato per la realizzazione di preziosi gioielli. La polvere di ambra viene utilizzata dai liutai per levigare e lucidare gli strumenti più di pregio.

Ma come si formò la simetite?

Eventi simici portarono all’inabissamento di interi boschi. La resina degli alberi di pino, abete, sequoia, a contatto con la sabbia, si fossilizzò conservandosi fino ai nostri giorni. Non ci sono giacimenti in Sicilia ma sono stati fatti dei ritrovamenti nelle campagne di Agira, Gagliano Castelferrato, Leonforte e Nicosia. Nei pressi della foce del Simeto, il principale fiume dell’isola, ancora oggi dopo forti mareggiate, è possibile avvistare la resina fossile.

Anche in alcune parti del litorale ibleo è presente, infatti un tratto è chiamato “Costa dell’Ambra”.

Il termine “Ambra” deriva dal greco “elektron” e significa elettricità.

Il filosofo Talete di Mileto, nel VI sec. a. C., aveva scoperto che, strofinando un panno con un pezzo di ambra, questa attirava piccoli oggetti leggeri (quella che noi oggi chiamiamo elettricità statica).

Le caratteristiche dell’ambra siciliana sono la lucentezza e la trasparenza e sembra essere una delle più preziose al mondo.

I pescatori di telline, in passato, erano i cercatori più abili, utilizzando il rastrello, portavano alla luce   resti di resina dal colore giallo intenso.

Questo metodo è in uso ancora oggi, la raccolta avviene quando si combinano mareggiate e piene di fiumi, nel periodo che va da aprile ad ottobre.

L’Ambra del Simeto divenne oggetto di collezionismo, l’Abate Francesco Ferrara ne possedeva ottanta tipi diversi, tra le maggiori collezioni quella del Principe di Biscari Ignazio Paternò Castello,

A Catania nel Tesoro di Sant’Agata è possibile vedere splendidi esempi di ambra lavorata.

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