Il nome preclude origini siciliane, ma il destino di questa donna è fortemente legato alla Sicilia e più specificatamente a Messina.
Il padre proveniente dalla Svizzera, fu console per quarant’anni della Confederazione Elvetica proprio a Messina.
Dopo la morte della madre, nel 1847, Laura fu seguita negli studi dalla sorella maggiore Magdalena, donna di alto spessore culturale, impegnata nel dibattito europeo di emancipazione femminile e nell’apertura di una scuola femminile “l’Istituto – Convitto Gonzenbach” proprio a Messina.
Ma veniamo a Laura. Si interessò alla ricerca antropologica raccogliendo dalla viva voce degli isolani, racconti storici, fiabe e leggende delle classi popolari Sicilia nord-orientale e organizzando nella casa paterna o nei salotti letterari di Messina attività culturali.
Scrisse un’importantissima raccolta che comprende 92 racconti in due volumi pubblicandoli a Lipsia nel 1870 con il titolo “Sicilianische Marchen” cioè Racconti popolari di Sicilia.
Nei volumi vi sono tante narrazioni spesso con protagoniste femminili, audaci, intelligenti, indipendenti, vengono ripresi conflitti familiari, il desiderio di giustizia di un popolo, racconti di contadini, aristocratici e tanto altro fotografando la storia del popolo siciliano.
Anche Giovanni Verga, Luigi Capuana e Vincenzo Consolo vennero influenzati da questa raccolta, nei loro scritti, traendone peculiarità.
Le fiabe di Laura costituiscono un grande patrimonio folcloristico e storico, dobbiamo proprio a lei la sopravvivenza delle testimonianze del nostro passato. La sua raccolta delle tradizioni orali è una delle rare opere folcloristiche ottocentesche realizzate da una donna.
