Questa è una leggenda siciliana legata alle Madonie. A seconda del luogo assume diversi connotati (formica, uccello) e diversi nomi (Carcavecchi, Nunna Vecchia), è un essere benigno e il suo intento è quello di regalare doni ai bambini.
Si narra che durante l’anno stia nascosta in una grotta e la notte di capodanno a dorso d’asino avvolta in un velo bianco, scenda a valle, accompagnata dal marito trascinandosi dietro barattoli di latta, vasi rotti, “rinali”, pentole e coperchi facendo un gran baccano per annunciare il suo arrivo.
La sua origine risalirebbe agli antichi romani, la sua antenata sarebbe la dea Strenia invocata dai sabini che rappresenta l’abbondanza.
Altri pensano che il suo nome deriverebbe dal latino “strena” che significa regalo di buon augurio, infatti durante i Saturnali che si svolgevano dal 17 al 23, 25 dicembre in onore del dio Saturno, era consuetudine scambiarsi doni augurali.
