Questo è un fiore che si trova solo in Sicilia, una rarissima specie presente in alcuni tratti del litorale della provincia di Trapani, purtroppo a rischio di estinzione che svolge un ruolo fondamentale per il funzionamento degli ecosistemi costieri contribuendo a mantenere intatta la biodiversità.
Il suo nome deriva dal latino “Kalendae” (calende) primo giorno del mese del calendario romano. Sia i latini che i greci lo chiamavano “Solsepium” cioè seguace del sole, per il fatto che i fiori si aprono e si chiudono al sorgere e al calare del sole, veniva considerato un simbolo di sottomissione e di dolore per la scomparsa del sole.
Attorno a questo fiore aleggiano antiche leggende, nella mitologia greca si racconta che sia nato dalle lacrime della dea Afrodite disperata per la morte del suo amante Adone che era stato trafitto da un cinghiale mandatogli da Ares, il suo gelosissimo marito.
La versione latina della leggenda riporta che Adone venne cresciuto da Venere perché Mirra, la madre, per punizione era stata trasformata dagli dei in un albero.
Marte accecato dalla gelosia decise di mandargli un cinghiale per ferirlo mortalmente.
Adone ferito venne affidato da Venere, nascosto in una cassa, a Proserpina, regina degli Inferi. Ma quando elle aprì la cassa vedendo la bellezza del giovane se ne innamorò.
Le due donne litigavano, Zeus stanco di questi continui litigi decise che Adone trascorresse una parte dell’anno con Venere e l’altra parte con Proserpina.
Ma durante il passaggio tra il regno dei morti e il regno dei vivi dalla sua ferita uscì del sangue che, arrivando nel terreno fecero crescere una pianta chiamata Adonis, mentre nel regno dei vivi le lacrime di Venere generarono la pianta della calendula.
Oltre che per le leggende la calendula era conosciuta per le sue proprietà terapeutiche, antisettiche, antinfiammatorie, cicatrizzanti, emollienti, lenitive.
Nel medioevo inoltre, si scoprì l’uso decorativo, in quanto, adeguatamente essiccata, non subisce degradazioni ed il colore giallo rimane intenso per molti anni. Ancora oggi è uno dei fiori più usati per il pout-pourri.
Nel linguaggio dei fiori simboleggia il dispiacere, il dolore, le pene d’amore e la gelosia.
