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Anna Valdina

Una delle figure femminili siciliane un po’ dimenticate dalla storia è la Principessa Anna Valdina, figlia di Andrea, marchese della Rocca e principe di Valdina, appartenente a una nobile e potente famiglia siciliana del 1600.

Nel 1642, all’età di sette anni, Anna viene costretta dal padre a prendere i voti. Nonostante la sua ribellione, il padre, autoritario, forte e violento, con minacce e perentori inviti all’obbedienza, la indurrà a fare una scelta che non le appartiene. I voti divennero definitivi il 19 settembre 1651, quando Anna prese il nome di Suor Anna Maddalena.

La principessa, prigioniera di un destino che non aveva scelto, vive di speranze. Non si arrende alla rassegnazione, ma sopravvive grazie alla sua intelligenza e alla complicità dell’amicizia con Beatrice, un’altra monaca forzata che diventerà sua maestra di musica e di canto.

Anna non smetterà mai di lottare per annullare i voti. Alla morte del padre, il suo desiderio di libertà si fa ancora più forte, ma il fratello Giovanni, che è simile al padre, le impedisce di realizzarlo, difendendo con forza chiunque non voglia assecondare la sorella.

Nel 1693, Anna è ancora determinata a sciogliere la sua professione di fede e intraprende un lungo e travagliato percorso giudiziario che durerà fino al 1699, anno in cui finalmente riuscirà a riconquistare la propria libertà di donna.

Una straordinaria figura di donna, vissuta in un’epoca in cui il potere patriarcale soffocava ogni aspirazione di libertà femminile.

Anche nel 2025, purtroppo, gli uomini sembrano spesso credere che le donne siano ancora solo oggetti nelle loro mani!

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