E’ passato un anno da che abbiamo sentito per la prima volta la parola “pandemia”.
Ci hanno detto di avere pazienza, di seguire le regole, l’Italia è diventata di ogni colore, ogni regione cambia colore con la stessa facilità con cui si cambia vestito.
Da oggi zona rossa.
Ci hanno detto che i vaccini ci avrebbero salvato e che presto ne saremmo usciti.
Cosa possiamo fare? Cosa dobbiamo fare?
So che da qualche parte c’è la risposta a tutto questo, ma non so dove cercare.
Possibile che non sappiamo quanto tempo durerà ancora questa alienazione forzata? Questo guardarsi l’un l’altro con paura?
Questo non potersi abbracciare, questo non poter più vivere normalmente?
Abbiamo cercato di seguire le regole (certo non tutti, ci sono anche gli stupidi!), ma la gente continua a morire, i nostri padri, le nostre madri, i nostri figli, i nostri amici.
E’ peggio di una guerra.
Almeno nelle guerre sai contro chi devi combattere e sai da chi ti devi proteggere.
Possibile che la scienza non riesca a sconfiggere un virus?
Arrivano le varianti: inglese, sudafricana, brasiliana…
Vorrei avere le risposte, ma continuo a creare altre domande.
Spero…mi auguro…vedremo…aspettiamo…pazientiamo…
Domani è Pasqua, la primavera prepotentemente cerca di arrivare e noi siamo ancora soli nelle nostre case, prigionieri di un virus, speravamo di poterci riunire con i nostri cari.
Ma piuttosto che compiangerci, viviamo qui ed ora, cerchiamo di non arrenderci, di guardare nei nostri cuori e prometterci di abbandonare il nostro egoismo, i nostri preconcetti, il nostro chiudersi ai “diversi”, di abbattere le barriere mentali.
Promettiamo di prenderci cura dei nostri fratelli, di essere generosi verso chi ha meno di noi, di essere grati per ogni piccola gioia.
