L’etimologia non è molto chiara si pensa sia composto da fila-strocca dove la prima parte sembrerebbe derivare dal latino “filum” (fila, sequenza) mentre più incerta rimane la seconda parte della parola, alcune ipotesi dicono che sia collegata ad un tipo di seta ad una contrazione del termine latino istrione.
Si tratta di un componimento di tipo cantilenante con un non-sense, ma veniva anche usato come attività educativa.
La terra di Sicilia è ricca di filastrocche che fanno parte della nostra tradizione popolare.
Una volta venivano usate dai più piccoli spesso per il girotondo.
Le lunghezze delle filastrocche possono essere varie, da brevi a molto lunghe.
Oggi ve ne voglio far conoscere una legata ai miei ricordi infantili, leggerla è fare un tuffo nel passato ricordando le persone care che ce le insegnavano ed è bello poterle tramandare.
“Minica”
Dumani è duminica
Ci taghhiamu a testa a Minica
Minica non c’è ci tagghiamu
A testa o Re
U Re è malatu
Ci tagghiamu a testa o surdatu
U surdatu è a fari a guerra
Ci’ntappamu u culu ‘n terra
(Minica è il diminutivo di un nome proprio Di Domenica)
Traduco:
Oggi è domenica e tagliamo la testa a Menica, Menica non c’è tagliamo la testa al Re, il Re è malato tagliamo la testa al soldato, il soldato è a fare la guerra e non cadiamo sbattendo il sedere per terra.
